Last Updated on Agosto 26, 2025 by admin

La flessibilità cognitiva è la capacità di cambiare idea o strategia quando l’ambiente o le richieste cambiano. È fondamentale per adattarsi a nuove situazioni – ad esempio, passare da un’attività a un’altra o seguire istruzioni diverse. Un recente studio di meta-analisi ha valutato 59 ricerche (2122 persone con autismo senza disabilità intellettiva, età 4-85 anni) e ha confrontato i risultati con oltre 2000 persone neurotipiche.

Lo studio ha mostrato che, in media, i soggetti con autismo hanno maggiore difficoltà rispetto ai coetanei nell’adeguare il loro pensiero a situazioni nuove. In particolare, il deficit più evidente riguarda gli errori di perseverazione: ovvero la tendenza a ripetere la stessa risposta o comportamento anche quando non è più corretto. Questo fenomeno può far sembrare che il bambino “insista” su una routine o su un compito, anche dopo che le regole sono cambiate.

Va però sottolineato che l’entità delle difficoltà varia molto da un bambino all’altro (lo studio parla di elevata eterogeneità). Alcuni bambini autistici possono affrontare facilmente piccoli cambiamenti, mentre altri trovano ogni variazione una sfida. Inoltre, l’effetto osservato è piccolo-moderato, cioè significativo ma non “drammatico” per tutti: non tutti i bambini con autismo hanno problemi gravi di flessibilità.

Cosa significa nella vita quotidiana

Questa ricerca spiega perché molti genitori notano che i bambini con autismo fanno fatica con i cambi di programma o le routine non previste. Ad esempio, un’uscita imprevista a scuola o una variazione nell’orario dei pasti possono causare disagio. Sapere che questa fatica all’adattamento è comune nell’autismo può aiutare i genitori a interpretare questi comportamenti non come “capricci” ma come espressione delle difficoltà nella flessibilità cognitiva. Ricordiamo che queste difficoltà si manifestano anche in bambini senza disabilità intellettiva associata: si tratta infatti di una caratteristica del modo di pensare, non di un indice di intelligenza.

Risultati clinici chiave

  • Maggiori difficoltà di flessibilità: rispetto ai bambini neurotipici, i bambini con autismo mostrano in media più problemi ad adattare strategie e regole.
  • Errori di perseverazione: il deficit più marcato emerso riguarda la perseverazione (insistere sulla stessa risposta), che è un tratto comune nell’autismo.
  • Varietà individuale: il profilo è molto variegato. Alcuni bambini presentano difficoltà lievi, altri più evidenti – non esiste un “quadro unico”.
  • Persistenza nel tempo: questi tratti sono stati riscontrati in bambini, adolescenti e anche adulti, suggerendo che la difficoltà può persistere lungo tutta la vita.

Strategie di supporto per i genitori

Lo studio sottolinea l’importanza di capire e gestire queste difficoltà. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Prevedere i cambiamenti: anticipare le novità aiuta tantissimo. Ad esempio, avvisare qualche minuto prima che un’attività sta per finire (“Tra 5 minuti spegniamo i giochi”) o usare un timer visivo può ridurre lo stress.
  • Mantenere una routine flessibile: anche se la routine è utile, inserirvi cambiamenti graduali aiuta a “allenare” la flessibilità. Piccoli spostamenti di orario o variazioni pianificate possono abituare il bambino a gestire l’imprevisto.
  • Adattare l’ambiente: semplificare l’ambiente in modo che il bambino non debba cambiare continuamente. Ad esempio, nelle attività quotidiane usare segna-passo visivo o calendari può alleggerire il carico cognitivo.
  • Ridurre l’ansia da incertezza: spesso la difficoltà a cambiare si accompagna a ansia. Creare un contesto prevedibile riduce la paura dell’ignoto. In situazioni impreviste (come un ritardo o un imprevisto), è importante mostrare calma e offrire supporto rassicurante. La ricerca evidenzia che gli autistici hanno una maggiore sensibilità all’incertezza.
  • Valorizzare i punti di forza: molti bambini con autismo eccellono in abilità specifiche, come la memoria visiva o l’attenzione dettagliata. Usare questi punti di forza (ad esempio, coinvolgere il bambino con immagini o dettagli visivi) può facilitare l’apprendimento di nuove strategie.

Infine, esistono alcuni approcci educativi e comportamentali che possono aiutare a potenziare gradualmente la flessibilità. Ad esempio, alcuni programmi di terapia cognitivo-comportamentale per bambini autistici hanno mostrato miglioramenti nelle abilità di adattamento.

Ricordiamo sempre che ogni bambino è unico. Con pazienza, comprensione e le giuste strategie d’ambiente è possibile ridurre il disagio legato ai cambiamenti. In questo modo possiamo aiutare il nostro bambino a sentirsi più sicuro e preparato ad affrontare nuove situazioni.

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