Last Updated on Giugno 15, 2026 by Antonio Fabozzi
La gestione delle crisi e dei comportamenti problema nell’autismo, rappresenta una delle sfide più complesse per le famiglie con un bambino con lo spettro autistico. Spesso, i tentativi tradizionali di bloccare queste azioni si rivelano inefficaci nel lungo periodo. Di conseguenza, l’Analisi del Comportamento Applicata (metodo ABA) propone di sostituire i comportamenti problema con alternative funzionali e socialmente adeguate.
Il principio del Rinforzo Differenziale
In primo luogo, dobbiamo comprendere che eliminare un comportamento senza offrire un’alternativa crea un vuoto comunicativo. Di fatto, se un bambino urla o morde il fratellino – per esempio- per richiedere un oggetto, vuol dire che quei comportamenti rappresentano gli “unici” strumenti comunicativi posseduti, in grado di veicolare quella specifica richiesta.
Per questo motivo, la terapia ABA applica le procedure di Rinforzo Differenziale, al fine di rinforzare sistematicamente solo i comportamenti desiderati e funzionali, sia per il bambino sia per tutti coloro che vivono insieme al bambino . Allo stesso tempo, il terapista interrompe l’erogazione di rinforzi per le condotte inadeguate e che saranno oggetto di estinzione
Le due strategie chiave: DRA e DRI
Esistono differenti modalità per strutturare questo intervento sul campo. Tuttavia, due procedure si rivelano particolarmente efficaci per gestire i comportamenti problema nell’autismo.
1. Rinforzo Differenziale di Comportamenti Alternativi (DRA)
Questa tecnica prevede la scelta di un comportamento alternativo che assolva alla stessa identica funzione della condotta disfunzionale.
- L’esempio classico: Se il bambino manifesta comportamenti aggressivi per richiedere una pausa dal compito, il terapista gli insegna a consegnare una tessera con la scritta “Pausa”.
- Il risultato: Il bambino ottiene lo stesso scopo (la fuga dal compito), ma attraverso un canale comunicativo corretto e sostenibile.
2. Rinforzo Differenziale di Comportamenti Incompatibili (DRI)
Al contrario, la procedura DRI seleziona un comportamento alternativo che rende fisicamente impossibile l’esecuzione della condotta problema.
Se un bambino presenta una stereotipia motoria dannosa, come il mordersi le mani, il terapista può rinforzare l’attività di manipolare del pongo o stringere una pallina morbida. Di conseguenza, le mani occupate renderanno fisicamente impossibile l’atto di mordersi.
Come applicare la procedura a casa e a scuola: un esempio pratico
Per garantire il successo dell’intervento, l’intera rete educativa deve seguire tre regole fondamentali in modo rigoroso.
- Coerenza assoluta: Se il comportamento problema viene ignorato dal terapista ma assecondato a casa, la condotta disfunzionale diventerà ancora più resistente.
- Immediatezza del premio: Il comportamento positivo alternativo deve ricevere il rinforzo (un elogio, un simbolo, un gioco) entro pochissimi secondi dalla sua esecuzione.
- Analisi dei dati: Utilizzare schede di tracciamento quotidiane permette di misurare l’effettivo calo delle crisi nel corso delle settimane.
In conclusione, ridurre i comportamenti problema nell’autismo richiede un lavoro strategico basato sull’insegnamento di nuove competenze. Sostituire la frustrazione con la comunicazione è la via più sicura verso l’autonomia e il benessere familiare.
(Consiglio di ottimizzazione per il tuo sito: collega questo testo inserendo un link interno che punta al tuo articolo esistente “Collaborazione Genitori-Professionista nell’Autismo”, così da creare una rete di link interni che Yoast e Google premieranno immediatamente).
Importante–> In questo articolo esploriamo, con rigore scientifico, come e perché la collaborazione famiglia-professionista nell’autismo non sia un semplice “extra”, ma il vero e proprio catalizzatore che determina la portata e la durabilità dei risultati terapeutici nelle disabilità. https://www.fabozziantonio.it/articoli/collaborazione-famiglia-professionista-autismo-risultati/

Comments are closed